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A
seguito delle novità introdotte dal DLgs 47/2000, occorre
ora distinguere tra polizze stipulate prima e dopo il 1 gennaio
2001.
Per
le polizze ante 1 gennaio 2001
I
benefici fiscali
consistono nella possibilità, per le polizze di durata pari o superiore
a 5 anni (non a premio unico) di detrarre il 19% del premio pagato
sino ad un massimo di lire 2.500.000 annui dalle imposte (Irpef)
dovute.
E'
necessario che la polizza non preveda la possibilità di concedere
prestiti nei primi 5 anni di vita del contratto.
Ai
premi versati si applica l'imposta del 2,5% che va a ridurre (insieme
al caricamento applicato dalla compagnia assicurativa) l'ammontare
annualmente versato che viene effettivamente investito.
Alla
scadenza della polizza, i rendimenti maturati, se restituiti in
un'unica volta sono tassati con l'aliquota del 12,5% (che si riduce
dello 0,25% per ogni anno di durata superiore al decimo), mentre
nel caso di rendita vitalizia le stesse entrano per il 60% a incrementare
l'imponibile Irpef.
Nel
caso di riscatto del capitale maturato prima dei 5 anni, la compagnia
tratterà sulle somme restituite, a compensazione del beneficio
fiscale goduto dal contribuente, il 18% a titolo di ritenuta d'acconto
Le
somme erogate in caso di decesso dell'assicurato nel corso del contratto
sono esenti da Irpef.
Per
le polizze stipulate dal 1 gennaio 2001
I
benefici fiscali
sono invariati e consistono nella possibilità, per le polizze di
durata pari o superiore a 5 anni (non a premio unico) di detrarre
il 19% del premio pagato sino ad un massimo di lire 2.500.000 annui
dalle imposte (Irpef) dovute.
Ai
premi versati non si applica più l'imposta del 2,5%. Si è
però limitato il beneficio fiscale della detrazione solo
alle sole polizze che coprono il rischio morte o invalidità
non inferiore al 5%, escludendo quindi i contratti di carattere
puramente finanziario e che coprono un generico rischio di infortunio.
Nel
caso di polizze che coprono sia il caso vita che il caso morte,
la detrazione fiscale spetta quindi solo al premio pagato per il
caso morte.
Alla
scadenza della polizza, i rendimenti maturati, se restituiti in
un'unica volta sono tassati con l'aliquota del 12,5% con l'applicazione
dell'equalizzatore
Caratteristiche
e tipologie di assicurazione
Caratteristica
delle polizze vita è il consolidamento
delle prestazioni, vale a dire che eventuali perdite
successive non minacciano il capitale già maturato (ma questo in
genere non vale per le nuove forme assicurative quli le unit-linked)
e il rendimento minimo garantito.
Sono inoltre impignorabili e insequestrabili e non soggette ad imposte
di successione per le prestazioni riferite al caso morte.
Per
valutare il rendimento di una polizza vita occorre poi tenere conto
di due importanti parametri: la quota
di caricamento (compresa tra il 5 ed il 20 per cento,
che la compagnia è obbligata a rivelare solo su richiesta dell'assicurato)
che l'assicurazione trattiene per sè a copertura delle spese di
gestione, e l'aliquota di retrocessione
(compresa tra il 75 e il 100 per cento) che rappresenta la quota
di utili maturati che viene attribuita all'assicurato.
Una
polizza con caricamenti pari al 6,5% comporta che solo il 91% (occorre
tenere conto anche delle imposte, pari al 2,5%) del premio versato
concorre a produrre interessi.
Nuove
forme assicurative previste negli ultimi sono le polizze vita
legate ad indici di borsa e polizze vita unit-linked (nelle
quali non esiste il beneficio del consolidamento dei rendimenti).
La
principale caratteristica delle polizze Unit-linked
è la modularità, in quanto (a differenza di quanto avviene
per le polizze tradizionali), investono oltre che in titoli di Stato
anche in obbligazioni, azioni e fondi comuni, italiani ed esteri.
Rispetto ad un investimento diretto in fondi inoltre presentano
la caratteristica fiscale di non essere soggette alla tassazione
per competenza tipica dei fondi comuni, ma alla tassazione per cassa,
tipica delle polizze assicurative. Il beneficio, a cui si aggiunge
la possibilità di detrazione Irpef per i primi 2.500.00 di premio
investiti, è che la tassazione del 12,5% viene applicata solo alla
scadenza, sommando così ai benefici tipici di un'assicurazione vita
il vantaggio che, non dovendo versare annualmente ma solo alla scadenza
l'imposta sui risultati della gestione, con il vantaggio di mantenere
investite sino alla scadenza anche le somme che in caso contrario
sarebbero versate annualmente al fisco. Lo svantaggio, rispetto
ai fondi comuni, è ovviamente dato la maggior rigidità dell'investimento,
non facilmente liquidabile (la durata del contratto è generalmente
decennale e il recesso anticipato antieconomico).
Per
quanto riguarda invece le polizze Index-linked,
queste hanno in genere durata compresa tra 5 e 10 anni e il loro
rendimento è (almeno in parte) legate ad un indice di borsa (o ad
un paniere di indici). I metodi di calcolo utilizzati possono però
essere anche molto diversi e in molti casi non
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