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Fondi ETF (Exchange Traded Funds)
ultimo aggiornamento: 20.02.2002


Tra i prodotti più interessanti che stanno per essere introdotti nel mercato italiano vi sono sicuramente gli ETF, un ibrido tra un titolo finanziario ed un fondo comune di investimento.

Si tratta di un prodotto finanziario finalizzato a "riprodurre" fedelmente l'andamento di indici azionari globali (come ad esempio il Nasdaq 100 o il Dow Jones 30) o indici settoriali (ad esempio il settore telecomunicazioni dell'indice Standard & Poor). Infatti pur essendo un fondo comune (essendo composto da un paniere di titoli, generalmente gestito in modo da replicare un indice di riferimento), può essere acquistato e venduto alla pari di un titolo ad un prezzo in continua oscillazione.

Quale vantaggio hanno questi strumenti? Gli ETF consentono ai risparmiatori di adottare le strategie di investimento "indicizzate" che in passato erano accessibili solo agli investitori istituzionali: rappresentano un'interessante evoluzione nell'offerta di prodotti di investimento nei mercati finanziari.
Oltre alla massima liquidità, essi hanno costi di gestione molto bassi, spesso molto inferiori a quelli di un fondo comune a gestione attiva, e sono esenti dal problema di gestire le nuove sottoscrizioni di quote.

Le differenze rispetto ai fondi comuni

Gli ETF sono trattati esattamente come le azioni: perciò, e a differenza dei fondi comuni, possono essere negoziati in ogni momento della giornata borsistica.

Gli ETF replicano esattamente l'andamento di un indice di mercato. Acquistare le azioni di un ETF significa, quindi, investire in un paniere di azioni che rappresentano la composizione di un determinato mercato geografico o settoriale, come ad esempio il Nasdaq 100 o lo Standard&Poor 500, e tutto con una sola operazione di compravendita.
Il vantaggio principale degli ETF è perciò rappresentato dalla possibilità di diversificare l'investimento azionario senza dover impiegare ingenti risorse finanziarie necessarie per acquistare tutti i titoli che compongono un indice.

Gli ETF si inseriscono nella categoria dei fondi a gestione passiva. Il gestore non ha nessun tipo di discrezionalità nella scelta dei titoli in cui investire. L'unica attività che il gestore di un ETF deve effettuare è quella di acquistare e vendere le azioni che compongono l'indice di riferimento in modo che, in percentuale, il fondo rispecchi sempre la composizione del relativo indice.

Proprio per questa caratteristica essi normalmente presentano una struttura di costi di negoziazione e commissioni di gestione più basse rispetto ai fondi tradizionali.

Dal punto di vista fiscale l'ETF è assimilato ad un investimento azionario e quindi tassato con una trattenuta del 12,5% sul capital gain.

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