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Tra i prodotti più interessanti
che stanno per essere introdotti nel mercato italiano vi sono sicuramente
gli ETF, un ibrido tra un titolo finanziario ed un fondo comune
di investimento.
Si tratta di un prodotto finanziario finalizzato a "riprodurre"
fedelmente l'andamento di indici azionari globali (come ad esempio
il Nasdaq 100 o il Dow Jones 30) o indici settoriali (ad esempio
il settore telecomunicazioni dell'indice Standard & Poor). Infatti
pur essendo un fondo comune (essendo composto da un paniere di titoli,
generalmente gestito in modo da replicare un indice di riferimento),
può essere acquistato e venduto alla pari di un titolo ad
un prezzo in continua oscillazione.
Quale vantaggio hanno
questi strumenti? Gli ETF consentono ai risparmiatori di adottare
le strategie di investimento "indicizzate" che in passato
erano accessibili solo agli investitori istituzionali: rappresentano
un'interessante evoluzione nell'offerta di prodotti di investimento
nei mercati finanziari.
Oltre alla massima liquidità,
essi hanno costi di gestione molto bassi, spesso molto inferiori
a quelli di un fondo comune a gestione attiva, e sono esenti dal
problema di gestire le nuove sottoscrizioni di quote.
Le differenze
rispetto ai fondi comuni
Gli ETF sono
trattati esattamente come le azioni: perciò, e a differenza
dei fondi comuni, possono essere negoziati in ogni momento della
giornata borsistica.
Gli ETF replicano esattamente l'andamento di un indice di mercato.
Acquistare le azioni di un ETF significa, quindi, investire in un
paniere di azioni che rappresentano la composizione di un determinato
mercato geografico o settoriale, come ad esempio il Nasdaq 100 o lo
Standard&Poor 500, e tutto con una sola operazione di compravendita.
Il vantaggio principale degli ETF è perciò rappresentato
dalla possibilità di diversificare l'investimento azionario
senza dover impiegare ingenti risorse finanziarie necessarie per acquistare
tutti i titoli che compongono un indice.
Gli ETF si inseriscono nella categoria dei fondi a gestione passiva.
Il gestore non ha nessun tipo di discrezionalità nella scelta
dei titoli in cui investire. L'unica attività che il gestore
di un ETF deve effettuare è quella di acquistare e vendere
le azioni che compongono l'indice di riferimento in modo che, in
percentuale, il fondo rispecchi sempre la composizione del relativo
indice.
Proprio per questa caratteristica essi normalmente presentano una
struttura di costi di negoziazione e commissioni di gestione più
basse rispetto ai fondi tradizionali.
Dal punto di vista fiscale l'ETF è assimilato ad un investimento
azionario e quindi tassato con una trattenuta del 12,5% sul capital
gain.
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