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Considerazioni
pratiche
La nuova
regolamentazione avrà un notevole impatto sia per le
banche che per le aziende in considerazione della necessità
di riorganizzare le procedure utilizzate per le istruttorie
che devono recepire le nuove modalità di valutazione
dei rischi di credito. In particolare tali modifiche influenzeranno
l'accesso al credito bancario da parte delle PMI. Infatti
è frequente che la dimensione dell'impresa influenzi
la qualità dei documenti contabili e la capacità
di offrire un costante flusso di informazioni di buon livello:
ne consegue che le micro e le piccole aziende subiranno i
maggiori oneri di tale ristrutturazione organizzativa e culturale.
Altro problema è costituito, almeno nella realtà
italiana delle PMI, dalla scarsissima diffusione del rating
e dalla relativa onerosità dell'acquisizione di tale
giudizio da parte di una agenzia specializzata.
Se le banche preferiranno, com'è probabile, erogare
credito ad imprese che hanno una bassa ponderazione di rischio,
esse limiteranno gli impieghi alla clientela priva di giudizi
di rating o con giudizi non molto positivi. Nella migliore
delle ipotesi, se ciò non dovesse accadere o se tale
strategia sarà adottata soltanto in parte, le aziende
di credito che saranno disponibili ad effettuare impieghi
anche ad imprese prive di giudizio di rating esterno o con
un giudizio non molto brillante potranno far lievitare il
costo del danaro in quanto avranno una concorrenza di gran
lunga inferiore rispetto ad oggi e, di conseguenza, avranno
acquisito un potere contrattuale "schiacciante"
nei confronti di tali imprese che, loro malgrado, saranno
considerate clientela marginale dal sistema bancario e finanziario.
Siccome da parte del sistema bancario tali criteri di valutazione,
soprattutto da parte dei gruppi bancari più grandi,
tali procedure di valutazione saranno adottate già
nel corso del 2004, risulta importante che anche le aziende
attivino (se già non lo fanno) tale attività
in via previsionale, prima che giunga il momento di rinnovare
le linee di credito giunte a scadenza naturale o richiederne
delle nuove, onde evitare di ricevere, improvvisamente, la
revoca o riduzione dei fidi in essere e il diniego per nuove
richieste o quantomeno un maggior onore per i fidi erogati:
prevenire è meglio che subire, soprattutto in questi
casi!
Come operare
Al fine
di preparare l'azienda a sostenere l'esame del rating bancario
è opportuno predisporre un'approfondita analisi economico-patrimoniale
al fine di verificare le aree che necessitano di correttivi
per affrontare al meglio la successiva analisi di fido bancario.
In particolare
occorre prestare attenzione a:
- analisi economico-patrimoniale:considerato che troppo
spesso i bilanci delle PMI sono influenzati da politiche di
bilancio tese ad ottimizzare la pressione fiscale più
che a valutare le reali potenzialità aziendali;
- analisi finanziaria: valutazione dell'indebitamento
(rapporto debiti a breve / debiti a scadenza medio-lunga);
del rapporto indebitamento / mezzi propri; dell rapporto affidamenti
/ utilizzi.
Le aziende,
le PMI in particolare, devono quindi imparare a operare una
pianificazione finanziaria tesa a fornire adeguate coperture
finanziarie al fine di evitare situazioni di tensione relativamente
alla liquidità aziendale e con l'occasione migliorare
la quantità, la qualità e e la tempestività
delle informazioni fornite all'esterno.Le scelte aziendali,
soprattutto per le aziende in crescita, dovranno porre attenzione
oltre che alle variabili fiscali anche a quelle finanziarie;
ad esempio l'utilizzo di un mutuo bancario o l'acquisto in
leasing ha differente impatto sulla struttura patrimoniale
dell'azienda.
Quale
rating ha la vostra azienda?
Il giudizio di rating classifica un prenditore o un debito
nelle varie categorie di rischio pre-definite in funzione
dei tassi attesi di insolvenza o di perdita. Pertanto, il
rating può essere definito come un giudizio che sintetizza
la valutazione della capacità di un debitore di onorare,
con puntualità, uno specifico debito o tutti i debiti
in essere ad una determinata data.
L' attività di valutazione della capacità di
rimborso dei debitori, i cui risultati sono resi mediante
la espressione del loro giudizio con una simbologia semplice
che, soprattutto, non da adito ad interpretazioni soggettive,
consente quindi di individuare con immediatezza, di solito
tramite una simbologia alfanumerica, la conoscenza del grado
di rischio del debitore o del debito.
Per le
aziende di maggiori dimensioni, tali analisi sono svolte da
apposite agenzie di rating che analizzano oltre alla solidità
patrimoniale ed alla fluidità della situazione finanziaria,
anche le prospettive di sviluppo dellattività
e la capacità futura di generare reddito e flussi di
cassa : tali informazioni sono utili alle banche per stimare
la probabilità di default (impossibilità a restituire
i soldi ricevuti in prestito).
Il ruolo assegnato al rating dallAccordo di Basilea
è di assoluto rilievo. Per tali aziende, lacquisizione
del rating, soprattutto in caso di giudizio positivo, comporta
il sostenimento di un costo ma, contemporaneamente, è
in grado di ridurre il tasso al quale gli investitori sono
disponibili a sottoscrivere i titoli od, anche, le banche
sono favorevoli ad erogare credito. Probabilmente, se si ponessero
su una bilancia gli oneri ed i risparmi di tale operazione,
i secondi sarebbero ben superiori ai primi.
Le PMI, per le ragioni già accennate in precedenza
e che si sostanziano, in sintesi, nella carenza di una adeguata
struttura organizzativa che sia in grado di supportare lagenzia
di rating, nella eventuale scarsa trasparenza dei conti o,
per le micro imprese, nella assenza della contabilità
generale, nella ritrosia a rendere pubbliche alcune informazioni,
insomma nella carenza di una vera cultura finanziaria, molto
raramente fanno ricorso alle agenzie di rating esterno, anche
per la gravosità dei relativi compensi e dei costi
di adeguamento della struttura interna.
Tali problematiche, ovviamente, si ribaltano sulle banche
le quali, se hanno la volontà di continuare a svolgere
la loro attività di impiego anche nei confronti della
amplissima categoria di imprese prive di giudizi di rating
rilasciati da agenzie esterne, devono, di necessità,
predisporre al loro interno una struttura dedicata alla elaborazione
dei rating. Lattività di rating svolta dalla
banca non palesa un costo esplicito a carico del richiedente
ma condiziona, in misura significativa, il tasso al quale
la banca stessa è disponibile ad effettuare loperazione,
per cui la qualità del giudizio espresso non solo assume
importanza fondamentale nellaccesso al credito ma anche
nella determinazione del relativo costo.
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