Consulenza fiscale e finanziaria
home cerca registrati area riservata
_luned́_06/02/2012   VAI A: __
Le Società
Quale società
di persone
di capitale
Il Business Plan
cosa è
  come si fa
Analisi societaria
budgeting
  reporting
  analisi per indici
Riforma società
IRES 2004
  Riforma società 2004
  CCIAA e telematico
  Basilea 2
  Principi contabili IAS
  Riforma lavoro BIAGI
  Legge Privacy
Basilea 2 e il credito bancario
ultimo aggiornamento: 04.01.2004
Le novità per il credito bancario alle imprese dal 2004

_1_ | _2_


Considerazioni pratiche

La nuova regolamentazione avrà un notevole impatto sia per le banche che per le aziende in considerazione della necessità di riorganizzare le procedure utilizzate per le istruttorie che devono recepire le nuove modalità di valutazione dei rischi di credito. In particolare tali modifiche influenzeranno l'accesso al credito bancario da parte delle PMI. Infatti è frequente che la dimensione dell'impresa influenzi la qualità dei documenti contabili e la capacità di offrire un costante flusso di informazioni di buon livello: ne consegue che le micro e le piccole aziende subiranno i maggiori oneri di tale ristrutturazione organizzativa e culturale. Altro problema è costituito, almeno nella realtà italiana delle PMI, dalla scarsissima diffusione del rating e dalla relativa onerosità dell'acquisizione di tale giudizio da parte di una agenzia specializzata.

Se le banche preferiranno, com'è probabile, erogare credito ad imprese che hanno una bassa ponderazione di rischio, esse limiteranno gli impieghi alla clientela priva di giudizi di rating o con giudizi non molto positivi. Nella migliore delle ipotesi, se ciò non dovesse accadere o se tale strategia sarà adottata soltanto in parte, le aziende di credito che saranno disponibili ad effettuare impieghi anche ad imprese prive di giudizio di rating esterno o con un giudizio non molto brillante potranno far lievitare il costo del danaro in quanto avranno una concorrenza di gran lunga inferiore rispetto ad oggi e, di conseguenza, avranno acquisito un potere contrattuale "schiacciante" nei confronti di tali imprese che, loro malgrado, saranno considerate clientela marginale dal sistema bancario e finanziario. Siccome da parte del sistema bancario tali criteri di valutazione, soprattutto da parte dei gruppi bancari più grandi, tali procedure di valutazione saranno adottate già nel corso del 2004, risulta importante che anche le aziende attivino (se già non lo fanno) tale attività in via previsionale, prima che giunga il momento di rinnovare le linee di credito giunte a scadenza naturale o richiederne delle nuove, onde evitare di ricevere, improvvisamente, la revoca o riduzione dei fidi in essere e il diniego per nuove richieste o quantomeno un maggior onore per i fidi erogati: prevenire è meglio che subire, soprattutto in questi casi!

Come operare

Al fine di preparare l'azienda a sostenere l'esame del rating bancario è opportuno predisporre un'approfondita analisi economico-patrimoniale al fine di verificare le aree che necessitano di correttivi per affrontare al meglio la successiva analisi di fido bancario.

In particolare occorre prestare attenzione a:
- analisi economico-patrimoniale:considerato che troppo spesso i bilanci delle PMI sono influenzati da politiche di bilancio tese ad ottimizzare la pressione fiscale più che a valutare le reali potenzialità aziendali;
- analisi finanziaria: valutazione dell'indebitamento (rapporto debiti a breve / debiti a scadenza medio-lunga); del rapporto indebitamento / mezzi propri; dell rapporto affidamenti / utilizzi.

Le aziende, le PMI in particolare, devono quindi imparare a operare una pianificazione finanziaria tesa a fornire adeguate coperture finanziarie al fine di evitare situazioni di tensione relativamente alla liquidità aziendale e con l'occasione migliorare la quantità, la qualità e e la tempestività delle informazioni fornite all'esterno.Le scelte aziendali, soprattutto per le aziende in crescita, dovranno porre attenzione oltre che alle variabili fiscali anche a quelle finanziarie; ad esempio l'utilizzo di un mutuo bancario o l'acquisto in leasing ha differente impatto sulla struttura patrimoniale dell'azienda.

Quale rating ha la vostra azienda?

Il giudizio di rating classifica un prenditore o un debito nelle varie categorie di rischio pre-definite in funzione dei tassi attesi di insolvenza o di perdita. Pertanto, il rating può essere definito come un giudizio che sintetizza la valutazione della capacità di un debitore di onorare, con puntualità, uno specifico debito o tutti i debiti in essere ad una determinata data.

L' attività di valutazione della capacità di rimborso dei debitori, i cui risultati sono resi mediante la espressione del loro giudizio con una simbologia semplice che, soprattutto, non da adito ad interpretazioni soggettive, consente quindi di individuare con immediatezza, di solito tramite una simbologia alfanumerica, la conoscenza del grado di rischio del debitore o del debito.

Per le aziende di maggiori dimensioni, tali analisi sono svolte da apposite agenzie di rating che analizzano oltre alla solidità patrimoniale ed alla fluidità della situazione finanziaria, anche le prospettive di sviluppo dell’attività e la capacità futura di generare reddito e flussi di cassa : tali informazioni sono utili alle banche per stimare la probabilità di default (impossibilità a restituire i soldi ricevuti in prestito).

Il ruolo assegnato al rating dall’Accordo di Basilea è di assoluto rilievo. Per tali aziende, l’acquisizione del rating, soprattutto in caso di giudizio positivo, comporta il sostenimento di un costo ma, contemporaneamente, è in grado di ridurre il tasso al quale gli investitori sono disponibili a sottoscrivere i titoli od, anche, le banche sono favorevoli ad erogare credito. Probabilmente, se si ponessero su una bilancia gli oneri ed i risparmi di tale operazione, i secondi sarebbero ben superiori ai primi.

Le PMI, per le ragioni già accennate in precedenza e che si sostanziano, in sintesi, nella carenza di una adeguata struttura organizzativa che sia in grado di supportare l’agenzia di rating, nella eventuale scarsa trasparenza dei conti o, per le micro imprese, nella assenza della contabilità generale, nella ritrosia a rendere pubbliche alcune informazioni, insomma nella carenza di una vera cultura finanziaria, molto raramente fanno ricorso alle agenzie di rating esterno, anche per la gravosità dei relativi compensi e dei costi di adeguamento della struttura interna.

Tali problematiche, ovviamente, si ribaltano sulle banche le quali, se hanno la volontà di continuare a svolgere la loro attività di impiego anche nei confronti della amplissima categoria di imprese prive di giudizi di rating rilasciati da agenzie esterne, devono, di necessità, predisporre al loro interno una struttura dedicata alla elaborazione dei rating. L’attività di rating svolta dalla banca non palesa un costo esplicito a carico del richiedente ma condiziona, in misura significativa, il tasso al quale la banca stessa è disponibile ad effettuare l’operazione, per cui la qualità del giudizio espresso non solo assume importanza fondamentale nell’accesso al credito ma anche nella determinazione del relativo costo.


 
| More
  Aggiungi la pagina ai tuoi preferiti!   Chiedi più informazioni sull'argomento
         

© 1998-2010 Studiobottero.it - tutti i diritti riservati
pagine a cura del dott. Riccardo Bottero Dottore Commercialista in Genova - Partita Iva 03441740101
LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL SITO SONO FORNITE A TITOLO GRATUITO E VANNO CONSIDERATE COME "PRIMA INFORMAZIONE" PER CUI E' INDISPENSABILE VERIFICARE PRESSO FONTI UFFICIALI PRIMA DI QUALSIASI VERSAMENTO O ADEMPIMENTO.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base dei contributi di aggiornamento professionale dei collaboratori del sito. Non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 6220/01