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Normativa fiscale

  Obbligo di tenuta dei libri matricola e paga per i subordinati  
  Circolare INAIL del 26 gennaio 2001  
     
  OGGETTO: - ASSICURAZIONE DEI LAVORATORI PARASUBORDINATI;
- INNOVAZIONI INTRODOTTE DAL COLLEGATO FISCALE ALLA FINANZIARIA 2000.

PREMESSA.
Per effetto dell'entrata in vigore dell'art. 34 della Legge 21 novembre 2000, n.342, concernente il collegato fiscale alla finanziaria 2000, sono state introdotte in materia rilevanti innovazioni concernenti anche i redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.
In particolare, le nuove norme hanno previsto:
- la trasformazione del regime fiscale dei redditi derivanti dalle collaborazioni coordinate e continuative, che, a decorrere dal 1°gennaio 2001, vengono "assimilati a quelli di lavoro dipendente" ed appositamente inseriti nella lettera c-bis), comma 1, dell'art. 47 del TUIR approvato con DPR n. 917/86 e successive modifiche ed integrazioni;
- l'abrogazione del primo periodo dell'art. 50, comma 8, del citato DPR in materia di determinazione del reddito derivante dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

1. SOGGETTI ASSICURATI.
I soggetti destinatari dell'obbligo assicurativo antinfortunistico, a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 47, comma 1, lettera c-bis) del TUIR, si identificano nei percettori di:
"somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell'attività di lavoro dipendente di cui all'art. 46, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell'oggetto dell'arte o professione di cui all'art.49, comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente".
Conseguentemente, il mancato riferimento al "contenuto intrinsecamente artistico o professionale" della prestazione, rilevabile dal predetto art.47, comma 1, lettera c-bis), del TUIR nel testo novellato dall'art. 34 della Legge n.342/2000, consente di ricomprendere, fra i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, non soltanto quelli già disciplinati, ma anche gli altri di natura manuale (quali ad esempio, i lavori di pulizia, etc., sempreché naturalmente non sussistano gli elementi tipici del rapporto di lavoro subordinato), ai quali si estende la tutela assicurativa. Ciò, in presenza, beninteso, dei requisiti prescritti dall'art.5, comma 1, del Decreto Legislativo n. 38/2000, che, come è noto, richiama lo svolgimento delle attività previste dall'art.1 del Testo Unico approvato con DPR n.1124/65, integrate dalla conduzione personale di veicoli a motore dei quali i lavoratori parasubordinati si avvalgano, non in via occasionale, per l'esercizio delle proprie mansioni.
Nel rideterminare l'area dei lavoratori parasubordinati, il medesimo art.47, comma 1, lettera c-bis) del TUIR distingue, altresì, in modo più netto, le "collaborazioni coordinate e continuative" sia dal lavoro autonomo, sia da quello derivante dall'attività dipendente.
Infatti, la predetta disposizione, che richiede quali elementi identificativi delle predette "collaborazioni" l'assenza di vincolo di subordinazione, nonché la mancanza di un'organizzazione di mezzi, stabilisce che, qualora le relative prestazioni rientrino nei compiti istituzionali compresi nell'attività di lavoro dipendente o nell'oggetto dell'arte o della professione, i relativi compensi siano assoggettati alle norme fiscali stabilite per tali ultimi redditi.

2. BASE IMPONIBILE E PAGAMENTO DEL PREMIO.
Ai fini del calcolo del premio conserva validità l'art. 5, comma 4, del Decreto Legislativo n. 38/2000, che individua la relativa base imponibile nei "compensi effettivamente percepiti", ma nel rispetto dei limiti, minimo e massimo, stabiliti dall'art. 116, comma 3, del Testo Unico approvato con DPR n. 1124/65.
Ciò posto, con effetto dall'1.1.2001, per definire i compensi da prendere in considerazione quale base imponibile, si deve fare riferimento all'articolo 48 del TUIR, che detta norme in materia di "determinazione del reddito di lavoro dipendente", a seguito del rinvio operato dal successivo articolo 48 bis concernente la "determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente".
Dall'espressione letterale dell'art. 48, si evince che sono esclusi dalla formazione del reddito i contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge.
Sul punto, peraltro - considerate le oggettive difficoltà applicative - è stato formulato apposito quesito al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale per acquisirne il parere di competenza in ordine alla determinazione della base imponibile del premio assicurativo.
Per quanto riguarda, invece, il pagamento del premio, si conferma, allo stato, la validità delle modalità stabilite al punto 9) della Circolare n.32/2000 in applicazione del criterio di competenza (rata anticipata in base ai compensi pattuiti o presunti e regolazione sui compensi effettivamente corrisposti in relazione all'anno di riferimento).
In merito, pur ritenendo che il criterio sin qui seguito sia coerente con i principi assicurativi, essendo strettamente correlato al rischio tutelato ed in grado di garantire la copertura dei relativi oneri, è stato, parimenti, richiesto avviso ministeriale.

3. REGISTRAZIONI OBBLIGATORIE.
Recentemente, il predetto Ministero vigilante, con nota del 2 gennaio 2001, emanata a riscontro di apposito quesito posto dall'Istituto, ha confermato, anche per i lavoratori parasubordinati, l'obbligo della tenuta dei libri matricola e paga così come previsto, per i lavoratori dipendenti, dagli artt. 20 e seguenti del citato Testo Unico.
Tuttavia, il medesimo Ministero, recependo le rappresentate esigenze di semplificazione, ha riconosciuto la possibilità di tenere distinti libri matricola e paga per i lavoratori parasubordinati, con gli stessi criteri tradizionali cartacei, informatici e misti, vigenti per i dipendenti (a tale proposito, si richiamano tutte le istruzioni impartite in merito dall'Istituto).
In questo caso, ferma restando l'autorizzazione della competente Sede alla tenuta di distinti libri regolamentari ai sensi dell'art. 26 del T.U., le relative registrazioni devono avvenire come appresso indicato:
- nel libro matricola debbono essere registrati gli estremi anagrafici, il codice fiscale e i dati attinenti al rapporto di lavoro, quali, la data di inizio e di cessazione, l'oggetto della prestazione, l'ammontare del compenso pattuito per la durata dell'accordo;
- nel libro paga, la parte relativa alle presenze, obbligatoria per i dipendenti, non è necessaria, poiché per i lavoratori parasubordinati non è prevista una prestazione a tempo. In quest'ultimo libro, quindi, occorre registrare i dati relativi all'ammontare del corrispettivo lordo, con le ritenute previdenziali e fiscali, e del netto pagato.
Infine, anche per i predetti libri matricola e paga le competenti Sedi dell'Istituto debbono procedere alla vidimazione degli stessi, a norma dell'articolo 26 del Testo Unico e secondo le istruzioni impartite da questa Direzione Generale.

Nel richiamare il contenuto della Circolare n. 32 dell'11.4.2000, si esprime, in ogni caso, riserva di ulteriori istruzioni - eventualmente riferibili anche ai soggetti in argomento - che verranno diramate a tutte le Strutture subordinatamente all'esito del parere ministeriale concernente i predetti quesiti.
 
     
   
     

 

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